Wine

Blanc di Bianchi - Castello di Monsanto

15/11/2016 - 19:05

Il Castello di Monsanto a Barberino Val D'Elsa (Firenze), nel mio immaginario, è collocato tra le aziende di riferimento per la produzione di Chianti Classico e per avere a disposizione, nella cantina storica, un numero considerevole di vini di vecchie annate, di tanto in tanto immesse sul mercato.
Nel corso di una visita, in fondo ad una barricaia, si intravedevano delle pupitres con delle bottiglie completamente coperte di muffa.
La sorpresa consiste nel fatto che, negli anni 80, Fabrizio Bianchi, patron dell'azienda, produceva, per gioco (dice lui), per sé stesso e per gli amici un metodo classico ottenuto da uve grechetto e trebbiano presenti nei vigneti aziendali.
Lo chiamava Blanc di Bianchi , lo chardonnay, non voleva e non poteva utilizzarlo.
Nel 1980 era impegnato in un'altra sfida/progetto che riguardava la creazione di un vino bianco di grande carattere in un territorio vocato per i vini rossi. Si trattava della selezione di Chardonnay dal vigneto Valdigallo, vinificato in parte in botti francesi.
Beh, le bottiglie, ripulite dalla muffa, spessa un dito, ed ancora con il tappo a corona, sono state degorgiate a la volèe, e gustativamente sono state sorprendenti.
Oro zecchino, certo, spuma e collarette poco intense, ma catenelle lunghe e bollicine molto fini ed in bocca delicate. Estremamente complesso al naso e goloso. Come dice un mio amico "potrebbe sostituire i sali per far rinvenire uno svenuto". Crisantemo, pappa reale, resina, agrumato maturo, burro fuso, anice, sale iodato.
In bocca solenne e spesso con carbonica puntiforme. Forza quieta, come la terra da cui proviene.
Ci spiega che si tratta di vecchie bottiglie proprio degli anni 80, e che esami di laboratorio fatte su precedenti bottiglie, rivelano un quantitativo di acido succinico molto elevato.
Al di sopra della media di altri vini della stessa tipologia.
Riferisce dei benefici che questo acido, se assunto nella giusta quantità, apporta alla salute.
Narra di leggende di alcuni effetti collaterali "specificatamente maschili" se questo raro vino viene abbinato a formaggi "blu"...Boh, mi fido!!
Lo guardo, ha tutta la mia attenzione e la mia stima, per le parole che usa e per come si gode questo opaco sole autunnale nel prato davanti la sala degustazione.
Eppure basta la sua presenza per rubare la scena a chiunque, anche prendendoti sottobraccio per raccontarti storie di vino e di donne.